POLITICA > MAZARA DEL VALLO, SEQUESTRO PESCHERECCI, REPERTI A BORDO DEI MOTOPESCA, SALE LA TENSIONE CON LA LIBIA. LA STAMPA LOCALE CHE ATTACCA I MARITTIMI COME “PREDATORI” NON SOLO DELLE RISORSE ITTICHE MA ANCHE DEL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO LIBICO
(20 Giugno) Il ritrovamento di cocci di anfore antiche a bordo di uno dei tre pescherecci di Mazara del Vallo (Trapani) sequestrati in Libia ha fatto salire la tensione attorno alla vicenda, con la stampa locale che attacca i marittimi come "predatori" non solo delle risorse ittiche ma anche del patrimonio archeologico libico. Lo riferisce il presidente del Distretto siciliano della pesca, Giovanni Tumbiolo, che si trova da lunedì a Bengasi per seguire il caso e ha avuto contatti con varie autorità, tra le quali il ministro della Pesca, Jibril, e alti gradi militari. Secondo quanto riporta Tumbiolo, i cocci erano dentro un borsone sportivo di uno dei membri degli equipaggi dei tre pescherecci, il "Boccia", il "Maestrale" e il "Sirrato". Si tratta, ha notato il presidente del Distretto siciliano della pesca, di reperti che di frequente restano impigliati nelle reti perchè sono sparsi in grande abbondanza sui fondali del Mediterraneo. I marittimi -dodici mazaresi e sette tunisini- li avrebbero dunque trovati occasionalmente. I cocci sarebbero privi di un significativo valore, ma ciò nonostante i quotidiani libici hanno dato molto risalto al loro ritrovamento, e questo avrebbe infiammato anche alcuni settori delle milizie presenti a Bengasi. "I nostri marittimi sono molto scoraggiati. I rapporti con le autorità locali si sono complicati", ha affermato Tumbiolo. (Fonte articolo: La Repubblica)
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