POLITICA > REGIONE SICILIA, INTESA CONTRO LOMBARDO, MOZIONE DI SFIDUCIA IL 20 LUGLIO
(28 Giugno) Accordo raggiunto per la presentazione della mozione di sfiducia al governatore Lombardo da parte di Pd, Udc e Pdl. La sfiducia sarà messa ai voti il 20 luglio, otto giorni prima delle dimissioni già annunciate dal presidente della Regione. L`accelerazione nei tempi della crisi coincide con l`esigenza dei partiti, ma soprattutto del Pdl, di scaldare i motori per la corsa alla presidenza della Regione. Da ieri esiste una "griglia" di nomi di aspiranti candidati della Regione del centrodestra. E il Pdl rimette l`organizzazione delle primarie nell`Isola alla decisione di Alfano. In una riunione che si è svolta tra i tre coordinatori regionali Castiglione, Nania e Misuraca, il presidente dell`Ars Francesco Cascio e il segretario Angelino Alfano, la possibilità di fare le primarie del centrodestra è stata presa in seria considerazione. "Stiamo riflettendo. valuteremo attentamente i pro e i contro di questa opzione", dice Dore Misuraca. I tre luogotenenti del Pdl hanno stabilito di rimettere ad Alfano la decisione, a partire da quella sui tempi della complessa organizzazione del voto ai gazebo. Uno schema di regolamento per le primarie già esiste: è quello che ha predisposto Giuseppe Castiglione e che prevede consultazioni in tre giorni, tra fine luglio e i primi di agosto. La "rosa" dei nomi che è stata consegnata è ristretta a cinque componenti: gli aspiranti candidati alla presidenza sono Francesco Cascio, il più restio alle primarie, Giuseppe Castiglione, Nello Musumeci, Innocenzo Leontini e - a sorpresa - c`è anche l`attuale sindaco di Catania Raffaele Stancanelli. Intanto parte la corsa contro il tempo per assicurare che la mozione di sfiducia a Lombardo approdi a Sala d`Ercole. Dopo tanti tentennamenti, i tre segretari Giuseppe Lupo, Gianpiero D`Alia e Giuseppe Castiglione hanno concordato di "calendarizzare " la mozione, avviando così di fatto le manovre per far dimettere il governatore prima della data da lui stesso prevista. A decidere di mettere in discussione il testo sarà la conferenza dei capigruppo: il presidente dell`Ars Francesco Cascio si è detto d`accordo a convocare l`organismo tra una settimana, il 4 luglio. Si tratterà adesso di trovare una sintesi tra le due mozioni, quella presentata due giorni fa da Udc e Pd e quella del Pdl, depositata già da un mese e mezzo. "Ne faremo una che sia una via di mezzo tra chi, come il Pd, ha condiviso fino all`ultimo lo spirito riformatore del governo Lombardo e chi lo ha sempre ritenuto dannoso per la Sicilia - dice Giuseppe Castiglione - la nostra idea è chiudere questa esperienza di governo. Da tempo ormai riteniamo che abbia fallito sia l`obiettivo di dare stabilità che quello di riportare lo sviluppo in Sicilia". Se l`Ars discuterà la mozione, Lombardo sarà chiamato a fare i conti con un dibattito pubblico sulle sue dimissioni e ad affrontare un voto che dovrebbe annoverare anche l`appoggio numerico di Pid e Grande Sud. "Ho scoperto da pochi giorni che, nonostante le mie dimissioni, i miei poteri resteranno tali e quali fino a quando non si insedierà il nuovo presidente della Regione", si limita a commentare Raffaele Lombardo. Secondo il presidente chiedere la sua sfiducia il 20 luglio "sarebbe un esercizio di sadismo politico ". Il governatore ieri ha rivelato anche che, spesso, coloro che invocano le sue dimissioni pubblicamente poi "in privato mi telefonano e mi chiedono con forza di restare fino a fine legislatura ". E ha annunciato che Massimo Russo sarà nominato vice presidente. Pdl, Udc e Pd sono anche favorevoli all`approvazione, prima della sfiducia, del disegno di legge blocca nomine. "Se questo governo regionale non viene fermato ci fa diventare peggio della Grecia. Serve un governo per l`emergenza finanziaria della Sicilia", dice il capogruppo al Senato e segretario regionale dell`Udc Gianpiero D`Alia. Secondo D`Alia, sull`iter del decreto blocca nomine "c`è la responsabilità politica del presidente della commissione Affari istituzionali, Riccarco Minardo, guarda caso dell`Mpa, che sta insabbiando il provvedimento". "Il presidente dell`Ars - è l`appello di D`Alia - eviti che ciò accada". (Fonte articolo: Antonella Romano - La Repubblica)
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