Proteggere i nonni, schermare i fragili, ridurre al minimo ogni rischio evitabile. L’emergenza influenzale che attraversa la Sicilia impone un cambio di passo immediato e misure stringenti, soprattutto nei luoghi dove il virus può trasformarsi in una minaccia grave. Mascherine sul volto, attenzione massima agli accessi, vaccinazioni accelerate: la Regione scende in campo per arginare un contagio che corre più veloce delle difese immunitarie di anziani e pazienti vulnerabili.
La nuova strategia parte dal Dasoe, il Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico, che ha avviato una fase di rafforzamento delle misure di prevenzione nelle strutture più esposte. In Rsa e reparti di lunga degenza il livello di allerta sale e l’uso della mascherina diventa una presenza costante e imprescindibile, una barriera quotidiana da indossare senza eccezioni ogni volta che si entra in contatto con ospiti e degenti.
Le festività natalizie hanno fatto da acceleratore. Le riunioni familiari, i pranzi affollati, gli abbracci, i contatti ravvicinati hanno favorito una diffusione capillare dei virus respiratori. La variante K dell’H3N2, in particolare, non ha fatto sconti, colpendo trasversalmente tutte le fasce d’età. Dai bambini, spesso primi portatori del virus, fino agli anziani, che pagano il prezzo più alto in termini di complicanze e ricoveri.
In questo contesto il Dasoe ha riattivato una serie di misure già delineate nei mesi scorsi.
Fonte: gds.it


























