La Procura di Palermo ha chiesto l’arresto dell’ex vicepresidente ed ex assessore della Regione, Gaetano Armao. Perquisiti gli studi di Palermo e Roma del legale e la sua abitazione, come rende noto l’ufficio inquirente. I pm ipotizzano il reato di corruzione.
Oltre che per Armao i magistrati, coordinati dal procuratore Maurizio de Lucia, hanno chiesto misure cautelari per 8 persone.
Gli indagati
Tra gli indagati nell’inchiesta che coinvolge l’ex vicepresidente della Regione Siciliana Gaetano Armao e una serie di imprenditori e professionisti, c’è anche Giuseppe Geremia Lombardo, deputato all’Ars del Mpa, nipote dell’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo. Geremia Lombardo è presidente dell’ufficio di questura dell’Assemblea regionale siciliana, l’ufficio da cui passano le decisioni sulle spese del Parlamento siciliano prima di arrivare in consiglio di Presidenza. Per 8 indagati sarebbero stati chiesti gli arresti domiciliari. Per uno il divieto di dimora. Sulle istanze si pronuncerà il gip dopo gli interrogatori preventivi. L’inchiesta, in cui si ipotizzano a vario titolo i reati di corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio e corruzione per l’esercizio delle funzioni, riguarda oltre che Armao e Lombardo, i manager Giuseppe Argirò e Marco Gentile Malacarne, Benedetta Costanzo, gli imprenditori Luigi Zancla, Mario Lupo e Sergio Vella e l’avvocato Pierluigi Matta.
Alle 9 persone coinvolte è stato notificato l’invito a comparire davanti al gip per l’interrogatorio preventivo, atto che, per la nuova normativa, precede la pronuncia del giudice sulla richiesta di misura cautelare.
Come prevede la legge, vista la professione dell’indagato, che è un avvocato, alle perquisizioni, che riguardano anche alcuni uffici regionali, sta presenziando un magistrato della Procura. L’attività investigativa è stata comunicata al consiglio dell’Ordine degli avvocati.
L’indagine
L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Francesca Mazzocco, ruoterebbe intorno a un giro di mazzette che riguarda la commissione tecnica specialistica regionale che si occupa delle autorizzazioni ambientali.
Fino ad agosto, la commissione era presieduta da Armao da cui passavano tutti i progetti industriali che riguardavano l’ambito energetico. Tra questi progetti c’erano anche le rinnovabili. L’ipotesi formulata dalla Procura è che dietro il parere tecnico di alcuni dossier potesse nascondersi un sistema illecito.
Fonte: Gds.it



























