Sono passati 22 anni dalla scomparsa di Denise Pipitone, la bambina di quattro anni sparita da Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, il 1° settembre 2004. Da quel giorno le ricerche non si sono mai fermate e i genitori, tra cui la mamma Piera Maggio, non si sono mai arresi nel tentativo di ritrovarla viva. Dopo la notizia di un nuovo testimone, Piera torna a Verissimo per raccontare la sua versione dei fatti. «Sul nuovo testimone non mi sono espressa mai più di tanto – dichiara a Silvia Toffanin – ma sono state pubblicate e condivise frasi che non ho mai detto. Se sono qui è per fare chiarezza».
I processi
Dal momento della scomparsa della bambina, che quest’anno compierebbe 26 anni, la vita della famiglia non è mai stata serena. «In questi 22 anni non abbiamo mai avuto un periodo tranquillo», racconta Piera. Ancora oggi ricevono segnalazioni provenienti da tutto il mondo. «L’ultima è arrivata pochi giorni fa dall’estero, ho chiesto di fare una verifica più approfondita», spiega. Oltre alle segnalazioni, la famiglia deve affrontare anche false notizie e parole offensive nei loro confronti. «Abbiamo più di un paio di processi aperti per querele verso persone che hanno scritto cose allucinanti su di noi – continua Piera – ma a processo devono avere il coraggio di sostenere ciò che pensano. È facile nascondersi dietro una tastiera, ma devono portarci rispetto, perché è un dovere nei confronti nostri, essendo i genitori di Denise».
La pista rom
Piera Maggio, però, non sa nulla del cosiddetto super testimone. «Non sappiamo nulla di questi argomenti, non siamo stati informati di niente», afferma.
Nel corso degli anni ha incontrato tantissime bambine, nella speranza di riconoscere il volto di Denise, specialmente dopo la pista rom, aperta il 18 ottobre 2004. «C’è stato un lavoro immane su quella bambina – ricorda – più volte io e il mio avvocato siamo andati a Milano, ma non sono mai state individuate queste persone. Ovviamente non ci siamo mai fermati, anche perché non abbiamo mai smesso di avere dei dubbi. Questi dubbi non ci hanno portato a una verità concreta e sono ancora vivi».
La richiesta di rispetto
Per questo Piera continua a chiedere rispetto nei confronti della famiglia: «Mai nessuno potrà mettersi nei panni di una mamma che cerca la sua bambina. Io e Pietro non possiamo più illuderci, la decisione è qualcosa che ci devasta. Chi si espone mediaticamente deve tenere i piedi per terra». In studio è presente anche il papà di Denise, Pietro Pulizzi, che dichiara: «Mi sono costituito parte civile per cercare la verità e non ci arrendiamo».
Fonte: leggo.it – Rebecca Riitano




















