L’affermazione del progetto di Area Vasta ha bisogno di solide fondamenta e della condivisione del territorio. Le prime si sviluppano attraverso un Piano Strategico di sviluppo. Serve poi l’adesione e la collaborazione degli attori sociali ed economici per costruire un’alleanza che sia radicata nella complessità delle nostre realtà locali. L’opportunità di un confronto aperto e dinamico con i vertici della CNA trapanese rappresenta un contributo alle scelte programmatiche che saranno sviluppate nei prossimi mesi con il sostegno e la collaborazione di tutti i protagonisti dello sviluppo del nostro territorio. Così come emerso dal recente confronto con i Sindacati è sempre più necessario ed impellente leggere, studiare e sintetizzare i dati che riguardano i punti di forza e di debolezza del nostro sistema economico. Ribadisco la necessità di un’azione di lobbyng, che va anche oltre i nostri confini provinciali, per superare le incertezze di una riforma irrisolta come quella delle ex Province. Non è una sfida che può limitarsi all’interlocuzione dei Liberi Consorzi e la Regione. Devono essere i territori a scommettere sugli Enti di Area Vasta e ad essere unitariamente parte in causa nelle richieste di norme, competenze e risorse alla politica regionale. Ho avuto modo di apprezzare il lavoro svolto finora dalla CNA per la formazione delle maestranze e per fermare la mancanza di ricambio generazionale. Importante anche l’impegno dell’Organizzazione di categoria nell’azione di sensibilizzazione su temi decisivi come quelli della lotta al racket ed all’usura e contro il lavoro nero. Ho accolto con attenzione, perché condivise, le preoccupazioni per il sistema della viabilità secondaria, che mette in notevole difficoltà aziende e settori produttivi, e per la carenza di infrastrutture moderne utili a rendere concorrenziali i nostri prodotti. Così come intendo accogliere la richiesta di un’azione condivisa e partecipata per valorizzare il bando regionale (Attività Produttive) che consente l’ampliamento delle aree artigianali nei nostri Comuni. Piena sintonia con la CNA anche nella valorizzazione dei processi d’internazionalizzazione delle nostre imprese. Dobbiamo aprirci sempre di più al mondo con una visione di prospettiva. L’incontro richiesto dalla CNA fa da apripista ad un disegno istituzionale che rimanda ad un prossimo confronto con le altre Organizzazioni di categoria e con i rappresentanti delle Associazioni datoriali.
Il Presidente del Libero Consorzio
Comunale di Trapani
Salvatore Quinci
Giuseppe Orlando (presidente CNA Trapani): “La nostra Organizzazione è impegnata a promuovere una solida cultura di impresa anche tra i giovani, con l’obiettivo di garantire il ricambio generazionale e contrastare la loro fuga dal nostro territorio. Lavoriamo per formare nuove generazioni sui valori dell’impresa e dell’innovazione, mentre per gli imprenditori è fondamentale l’acquisizione continua di competenze per affrontare le sfide del mercato. La riqualificazione del personale e l’aggiornamento continuo sono dunque fondamentali per un sistema produttivo che risponda alle necessità di un mercato globale in continua evoluzione, garantendo la sostenibilità delle nostre imprese nel lungo periodo. Ci impegniamo a contribuire con idee innovative per il rilancio del territorio, sempre nel rispetto delle regole e della legalità. Settori come il turismo, l’agroalimentare e le costruzioni sono punti di forza, ma la nostra sfida è ampliare e diversificare la capacità produttiva, puntando anche sull’internazionalizzazione delle aziende. I nostri passi in questa direzione sono concreti e motivanti”
Francesco Cicala (segretario provinciale CNA Trapani): “La nostra Organizzazione è aperta al dialogo e al confronto sulle opportunità di sviluppo del territorio. In questi anni abbiamo messo in campo una serie d’iniziative che hanno avuto un concreto riscontro nei territori, sostenendo ed affiancando le imprese che hanno voluto ed intendono investire ed innovare. Continuiamo a sottolineare l’importanza della mobilità interna mediante un sistema viario moderno ed europeo. Quello attuale è insufficiente e finisce per gravare sui costi di produzione”.























