Sotto lo schermo opaco di una riorganizzazione burocratica definita dai vertici romani del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il presidio scientifico di Mazara del Vallo sta subendo un graduale e sistematico svuotamento che rischia di ridurlo a un guscio privo di reale operatività. La storica sede di via L. Vaccara viene infatti ridimensionata a un presidio puramente formale con appena dieci postazioni di lavoro, preludio allo spostamento della massa critica della ricerca e dei laboratori verso l’ex Tonnara di Torretta Granitola, nel comune di Campobello di Mazara, confermando la subordinazione amministrativa dalla direzione dell’IRBIM di Ancona e privando la città del suo ruolo guida nella biologia marina a supporto della flotta d’altura nel Canale di Sicilia. A fronte di questa manovra centralizzante, si è sollevata nel tempo una reazione fluida e trasversale da parte di sindacati, esponenti politici e movimenti civici che hanno cercato di accendere i riflettori sulla vertenza. Il 13 maggio 2026, il sindacato FLC CGIL nazionale è intervenuto con la nota ufficiale intitolata “CNR: riorganizzazione della rete scientifica, la voce del personale ignorata”, denunciando con fermezza come il trasferimento dei laboratori interrompa il secolare legame scientifico ed economico con la marineria mazarese. Pochi giorni dopo, il 17 maggio 2026, l’eurodeputato Marco Falcone ha lanciato un appello pubblico per chiedere il blocco immediato della dismissione della sede, annunciando il formale coinvolgimento del Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. A questa presa di posizione ha fatto seguito, il 21 maggio 2026, l’intervento congiunto di Maurizio Gasparri, Responsabile Nazionale Enti Locali di Forza Italia, e del coordinatore regionale Toni Scilla, i quali hanno diramato una nota ufficiale a difesa dell’IRBIM di Mazara giudicando inaccettabile qualsiasi ipotesi di ridimensionamento. Contestualmente, sono intervenuta insieme ai componenti del Comitato locale di Futuro Nazionale, che hanno sollevato un’interrogazione pubblica ponendo la difesa della biologia marina come risorsa strategica non negoziabile, e l’affondo dell’Onorevole Nicola Cristaldi, già Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana ed ex Sindaco, che ha denunciato la miopia dei burocrati e la progressiva perdita di autonomia delle strutture territoriali a vantaggio di cabine di regia extra-regionali. Mentre da più parti giungevano queste sollecitazioni, la risposta dell’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Salvatore Quinci si è tradotta nella firma di una convenzione per la concessione di locali capaci di ospitare soltanto dieci postazioni di lavoro. Questa decisione, anziché erigere una barricata a difesa del patrimonio scientifico cittadino, rischia nei fatti di offrire al CNR il perfetto alibi burocratico per dichiarare attivo il presidio a Mazara pur avendone svuotato la sostanza. In questo silenzio istituzionale, la città continua a perdere pezzi fondamentali della propria storia e del proprio futuro: perde l’autonomia scientifica conquistata nel 1981 con la nascita dell’ITTP e progressivamente intaccata dagli accorpamenti allo IAMC di Napoli nel 2001 e all’IRBIM di Ancona nel 2018; perde il contatto diretto e logistico tra i ricercatori e il bacino portuale dove pure esistevano spazi idonei come il Porto Nuovo; e perde, infine, il proprio peso politico ed economico nelle decisioni strategiche sulla pesca e sulla tutela del Mediterraneo, riducendosi a semplice spettatrice di scelte calate dall’alto. Ancora una volta Mazara del Vallo rischia di perdere un tassello fondamentale della Ricerca Marina. Anziché valorizzare ciò che le spetterebbe di diritto — come l’assegnazione dei locali situati sopra il mercato agroalimentare, all’interno del Porto Nuovo, riqualificati con ingenti risorse pubbliche — si assiste nel silenzio più assordante a manovre che smantellano una realtà consolidata negli anni. Invece di cedere allo spostamento verso Torretta Capo Granitola, si sarebbe dovuta costruire una connessione strategica in grado di fare leva sulla ricerca attiva a Mazara per dare vita a una vera e propria Università del Mare accolta nella sede di Torretta Capo Granitola. Una sinergia di sviluppo territoriale che, anziché impoverire il tessuto locale, avrebbe moltiplicato le opportunità di crescita per l’intero comprensorio.
Adriana Cavasino




























