Oggi la destra in provincia di Trapani inizia ad accusarsi a vicenda. Nulla di nuovo: siamo in campagna elettorale e, ancora una volta, il modo migliore per distrarre l’elettorato sembra essere quello di spostare l’attenzione dalle proprie responsabilitร .
Perchรฉ mentre ci si accusa e ci si divide, la provincia di Trapani continua a pagare il prezzo di anni di immobilismo politico.
Siamo davanti a una provincia che non riesce a esprimere un vero piano di sviluppo, che non ha una strategia condivisa e che troppo spesso vede i suoi rappresentanti impegnati in dinamiche personali e di potere, anzichรฉ nella costruzione di un progetto per il territorio.
E i risultati delle ultime competizioni elettorali dovrebbero far riflettere.
A Mazara la destra ha sostenuto Quinci, per poi ritrovarsi fuori dalla giunta di maggioranza dopo meno di un anno.
A Marsala, invece, si รจ scelto di puntare su una candidatura fortemente legata al passato politico, con un risultato che non puรฒ certo essere definito un successo.
E a Trapani? Una destra frammentata, composta da persone che sembrano non avere alcuna reale intenzione di unirsi, incapace di costruire strategie comuni e soprattutto incapace di guardare oltre la prossima competizione elettorale.
Adesso, perรฒ, alcuni vorrebbero nuovamente mettere i propri volti al servizio della collettivitร .
Io credo che sia arrivato il momento di dire basta.
Non perchรฉ la politica debba essere abbandonata, ma perchรฉ รจ arrivato il momento di mandare in pensione un certo modo di fare politica e di costruire una nuova classe dirigente.
Una classe dirigente capace di unirsi, di confrontarsi, di programmare e di pensare allo sviluppo della provincia di Trapani e delle sue cittร .
Una classe dirigente che metta al centro il territorio e non associazioni, circoli personali, interessi individuali o logiche clientelari.
Perchรฉ una politica costruita sul consenso personale, sui rapporti di favore e sulla gestione del potere ha giร fatto abbastanza danni alla nostra Sicilia.
La provincia di Trapani non merita di essere una semplice riserva di voti per i soliti nomi.
Questa terra ha tutto: mare, agricoltura, cultura, turismo, patrimonio storico, eccellenze produttive e risorse straordinarie.
Quello che manca, troppo spesso, รจ una classe dirigente capace di trasformare queste risorse in sviluppo, lavoro e futuro.
Io mi sono stancata di vedere una terra a cui non manca nulla continuare a essere trattata come un contenitore di voti.
ร tempo di cambiare.
ร tempo di nuove idee, nuove energie e soprattutto di una nuova classe dirigente.
La provincia di Trapani non ha bisogno di altri padroni del consenso. Ha bisogno di persone capaci di costruire il suo futuro.
Adriana Cavasino





























