Non bastava lasciare chiusi e abbandonati gli edifici restaurati con sudore (altrui) e fondi pubblici (anch’essi altrui). Non bastava far marcire teatri, centri culturali e strutture sportive come reliquie archeologiche di un’antica civiltà amministrativa. Ora Mazara del Vallo punta ancora più in alto: vuole vincere il Campionato Regionale della Perdita di Finanziamenti e Contributi.
Un trofeo ambito, conteso da numerosi comuni siciliani, ma la nostra città ha una squadra agguerrita: assessori velocissimi nel perdere scadenze, dirigenti abilissimi nel confondere moduli con tovaglioli, e una dirigenza che, più che un’amministrazione, pare una sagra itinerante.
Del resto, a Mazara del Vallo lo sport preferito non è il calcio, né il ciclismo, ma lo “scarto del bando”: una disciplina che richiede precisione chirurgica nell’ignorare avvisi pubblici, perfezione millimetrica nel mancare le opportunità, e una sensibilità rara nel trasformare ogni occasione di crescita in un’occasione… persa.
Ma non si dica che l’amministrazione non organizza nulla! Ogni week-end è una festa: del panino col wurstel, del frutto esotico non identificato, del cous cous che scappa e – udite udite – della banana, con tanto di sfilata, stand e selfie istituzionali davanti a piramidi di frutta. Nessuno sa perché la banana, ma ormai è diventato un simbolo: flessibile, scivoloso e immancabilmente… giallo.
“Abbiamo scelto di non partecipare ai bandi per scelta strategica”, afferma un fantomatico portavoce municipale, “preferiamo puntare su un turismo lento… lentissimo. Così lento che i turisti vanno via prima ancora di arrivare”.
E mentre altrove si costruiscono biblioteche, musei, parchi urbani e incubatori d’impresa con fondi europei, a Mazara si celebra l’arte dell’attesa: in attesa del finanziamento perduto, del tecnico che non arriva, e del dirigente in ferie fino a data da destinarsi.
L’obiettivo? La vetta della classifica. E Mazara, con orgoglio, ci crede: “Siamo tra i favoriti per perdere anche i prossimi 12 bandi regionali, 8 PNRR, e forse pure qualche fondo norvegese per la pesca artica – tanto qui il freddo non serve, basta il gelo della burocrazia”.
Intanto i cittadini osservano. Alcuni con rassegnazione, altri con ironia, e molti con un panino in mano – magari alla banana. Perché se non si costruisce il futuro, almeno si costruisce un gazebo.
E come dice il nuovo motto della città:
“Mazara del Vallo: dove i finanziamenti passano… e non salutano”.
Tratto dal profilo facebook di Nicola Cristaldi