A Mazara del Vallo la politica sta attraversando una delle fasi più difficili degli ultimi anni. Non si assiste più soltanto ai tradizionali cambi di casacca, ma a una vera e propria implosione di partiti, anche di quelli storicamente più radicati sul territorio.
Sempre più persone scelgono di allontanarsi dalle proprie appartenenze politiche. Non perché abbiano smesso di credere nei valori che li avevano spinti a impegnarsi, ma perché quei valori, oggi, sembrano non trovare più spazio all’interno delle stesse organizzazioni che un tempo li rappresentavano. La responsabilità, quindi, non è di chi decide di andare via, ma di un immobilismo politico che da troppo tempo avvolge la città.
Mazara del Vallo vive una stagione amministrativa nella quale sembra mancare tanto un’opposizione incisiva quanto una reale capacità di proposta. Una sola voce domina il dibattito pubblico, mentre intorno prevalgono il silenzio e l’immobilismo. In questo scenario, chi è abituato a vivere la politica come servizio al territorio e alla comunità preferisce spesso tornare a essere un semplice cittadino, libero di esprimere il proprio pensiero, piuttosto che restare confinato dentro contenitori politici che sembrano ormai incapaci di incidere sulla realtà.
Si è arrivati al paradosso di una politica fatta di selfie, video di replica e comunicazione, ma sempre meno di confronto vero. Le tavole rotonde, il dibattito pubblico, il dialogo tra posizioni diverse sembrano essere diventati un’eccezione, quasi che il confronto faccia paura. Così molti scelgono di abbandonare una barca rimasta troppo a lungo ormeggiata, stanca di aspettare un bel tempo che non arriva mai.
Eppure, chi lascia oggi difficilmente rinuncia alla propria passione civile. È probabile che molti attraversino un periodo di riflessione, perché quando l’amore per la propria terra, il senso di appartenenza e il desiderio di contribuire al bene comune sono autentici, è difficile immaginare che possano spegnersi definitivamente.
Nel frattempo, i partiti si svuotano. Il Partito Democratico, storicamente punto di riferimento dell’opposizione, appare sempre più silenzioso e distante dal ruolo che dovrebbe esercitare. Ma anche Fratelli d’Italia, che dopo le recenti vicende politiche e l’estromissione degli assessori avrebbe potuto alzare il livello del confronto, sembra aver scelto la via del silenzio. Lo stesso vale per Forza Italia, la cui opposizione appare altrettanto appiattita.
Viene allora spontaneo chiedersi se sia davvero sorprendente vedere i partiti perdere iscritti, dirigenti e militanti. Quando la politica si risveglia soltanto in prossimità delle elezioni, quando vengono meno le iniziative, le proposte, le interrogazioni, il confronto con i cittadini e la capacità di affrontare concretamente i problemi del territorio, è inevitabile che i contenitori si svuotino.
La politica di partito dovrebbe vivere ogni giorno. Dovrebbe essere presenza costante, ascolto, partecipazione, elaborazione di idee e ricerca di soluzioni. Dovrebbe alimentarsi di passione, coraggio e condivisione, non di silenzi e immobilismo.
Forse è proprio questa la vera sfida che Mazara del Vallo ha davanti: ritrovare una politica capace di tornare tra la gente, di confrontarsi senza paura e di costruire una visione per il futuro della città. Perché senza idee, senza dibattito e senza partecipazione, non sono soltanto i partiti a svuotarsi: rischia di svuotarsi anche la fiducia dei cittadini nella politica stessa.
Adriana Cavasino
























