Nei giorni scorsi, in un servizio andato in onda su TG Rai Tre, l’assessore Torrente ha parlato di nuovi progetti legati al settore ittico e in particolare al mercato del gambero rosso di Mazara del Vallo. Un annuncio che, a prima vista, sembrerebbe una buona notizia per una città che vive da sempre della sua vocazione marittima e commerciale. Ma dietro l’entusiasmo istituzionale si nasconde un paradosso che rischia di trasformarsi in un’ennesima beffa per la cittadinanza.
La questione non è tanto l’idea di valorizzare il prodotto di punta della marineria mazarese, quanto piuttosto la mancanza di chiarezza e di memoria rispetto a ciò che è già stato costruito, inaugurato e – incredibilmente – mai realmente utilizzato.
L’incendio e l’occasione mancata
Non molti ricordano che esisteva già una struttura all’avanguardia, consegnata nuova di zecca e dotata di tecnologie moderne come i rulli automatici per la movimentazione delle merci. Un’opera che sarebbe potuta diventare un volano economico per il territorio, ma che invece è stata distrutta da un incendio. Le cause dirette restano da chiarire, ma il dato certo è che quella struttura non veniva usata per il fine per cui era stata progettata: ospitare il mercato agroalimentare.
Al contrario, era stata concessa come deposito per un trenino elettrico turistico, che lì veniva parcheggiato e ricaricato. Una scelta amministrativa quantomeno discutibile, che ha privato la città di un’infrastruttura strategica, costata già milioni di euro.
Nuovi soldi per vecchie opere
Ed ecco il nodo: oggi si parla di nuovi finanziamenti, di altri progetti e di ulteriori spese pubbliche per costruire quello che, in realtà, esisteva già. Strutture realizzate con fondi pubblici e mai aperte, messe in contrapposizione solo perché appartenenti a un’amministrazione precedente. Un vizio antico della politica locale: rifare, ricominciare, annunciare, senza mai davvero dare continuità a ciò che c’è.
Una città che attende
Intanto i cittadini continuano ad aspettare. Aspettano un’infrastruttura che possa davvero rappresentare una svolta economica, capace di coinvolgere pescatori, commercianti, operatori del settore e istituzioni in una logica di collaborazione e non di personalismo politico.
Mazara del Vallo non ha bisogno di nuovi annunci o di cantieri eterni, ma di aprire e far funzionare ciò che è già stato costruito. Perché ogni spreco, ogni progetto duplicato, ogni occasione persa è un colpo all’economia locale e alla fiducia dei cittadini.
L’impressione, purtroppo, è che si continui a inseguire l’idea della “grande opera” da intestarsi, invece di riconoscere il valore di ciò che è stato già realizzato e metterlo finalmente al servizio della comunità.
Adriana Cavasino

























