Doveva essere una giornata di impegno civile e ricordo: una partita del cuore, con attori, cantanti e forze dell’ordine, uniti per celebrare la memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, due simboli della lotta alla mafia. Invece, lo scenario che si è presentato all’ingresso dello stadio comunale (ingresso gradinata) è stato tutt’altro che all’altezza dell’evento e del messaggio che voleva trasmettere.
Cumuli di rifiuti, bottiglie di plastica, cartoni, resti di cibo accatastati lungo i marciapiedi e vicino all’ingresso laterale dello stadio. L’area antistante allo stadio si è trasformata in una discarica a cielo aperto ancora prima del fischio d’inizio.
Famiglie con bambini, turisti, cittadini accorsi per partecipare ad un evento simbolico si sono ritrovati a camminare tra cartacce e rifiuti di ogni genere, in un contesto che strideva fortemente con i valori di legalità, rispetto e responsabilità civile che si intendevano onorare.
Le stesse attenzioni che non hanno riversato chi di competenza doveva pensare alla pulizia di quei luoghi per evitare questa situazione di disagio, che si presenta come un biglietto da visita di una città, che attesta ancora una volta, le criticità rivolte al decoro urbano, in cui riversa Mazara del Vallo.
Gli abbandoni sono sicuramente un segnale di mancanza di educazione civica da parte dei cittadini, che continuano ad abbandonare rifiuti in tutto il territorio mazarese, ma conferma la mancanza di controlli volti a punizioni più severe verso chi abbandona i rifiuti in maniera irresponsabile, ma porta all’attenzione, anche del fatto che, in un evento così importante, si doveva attuare un’azione di bonifica, delle aree circostanti all’evento, garantendo luoghi puliti e accoglienti.
Adriana Cavasino



























