La curiosità dei più giovani ha incontrato l’eccellenza della ricerca scientifica, gli alunni delle classi quarte della scuola primaria e delle prime della secondaria di primo grado hanno vissuto un’esperienza didattica insolita. Accompagnati dagli esperti, i ragazzi si sono immersi nel mondo della biologia marina, scoprendo i segreti custoditi dalle acque del nostro territorio.
La giornata è iniziata con un’accoglienza emozionante presso l’area espositiva. Qui, attraverso teche curate nei dettagli, gli studenti hanno potuto osservare da vicino diverse specie ittiche, ricevendo spiegazioni approfondite sulle caratteristiche che rendono unico ogni esemplare. È stato il primo passo di un viaggio che ha trasformato concetti astratti in realtà visibili e tangibili.
Nei laboratori, l’attività è entrata nel vivo grazie al prezioso contributo dei ricercatori. Gli alunni hanno avuto il privilegio di osservare gli scienziati all’opera, scoprendo come si svolge quotidianamente il lavoro di analisi e conservazione.
Successivamente, presso l’aula conferenze, i ragazzi sono stati proiettati letteralmente “sotto la superficie del mare” attraverso video esclusivi sulla flora e fauna marina, un momento di grande impatto visivo che ha stimolato numerose domande e riflessioni.
L’apprendimento è passato poi attraverso i sensi. In seguito i ragazzi muniti di guanti, hanno potuto esaminare esemplari conservati di: crostacei di varie dimensioni, pesci dalle forme più disparate e piccoli squaletti, che hanno catturato l’attenzione di tutti i presenti.
Questa esperienza tattile ha permesso di comprendere la morfologia marina in modo diretto, superando la semplice lezione frontale.
I bambini si sono trasformati in “biologi marini” durante un’altra attività laboratoriale, attraverso l’uso del microscopio, i piccoli ricercatori hanno analizzato i reperti per determinare l’età dei pesci, scoprendo i segreti nascosti nelle loro strutture ossee.
Per concludere questa giornata è stato realizzato un gioco, “Indovina chi del mare”, ogni partecipante con l’immagine di un pesce fissata sulla testa, ha dovuto identificarne la specie ponendo domande mirate ai compagni per scoprirne l’identità.
Questa iniziativa ha confermato quanto sia fondamentale il dialogo tra il nostro Istituto e gli enti di ricerca come il CNR, per formare generazioni più consapevoli e innamorate del proprio patrimonio naturale.
Comunicazione