Cari lettori oggi voglio invitarvi ad una riflessione molto importante dal mio punto di vista, che mi ha spinto da alcuni anni a intervenire in diversi modi su quello che oggi significa fare politica, siamo stati lasciati in silenzio da troppo tempo, cosa che ha portato a scelte prive di politica, quella Politica che oggi si veste di tanti colori privati sia di una vera identità, ma soprattutto privati di una vera corrente ideologica, oggi come aveva ben detto nella sua canzone Giorgio Gaber è difficile capire cosa sia la Destra e cosa sia la Sinistra, e questo continuo cambiare casacca porta tanta confusione, non solo alla gente comune, ma anche a chi di politica ha sempre apprezzato il pensiero intellettuale che poi ha ispirato grandi battaglie e grandi traguardi nella nostra democrazia.
Infatti oggi a Mazara si scrive di nuovo una pagina di quella privazione di valori e ideologie che ha permesso l’elezione di un sindaco che ha vinto con l’appoggio di un partito di destra come Fratelli d’Italia, nonché primo partito di Governo nazionale, e lo stesso sindaco candidato alle elezioni di secondo grado provinciali a essere eletto come presidente del Consorzio di Trapani con una lista civica scelta da una coalizione di sinistra, che dire siamo stati capaci in pochi anni a cancellare tutte le ideologie facendo vincere gli individualismi, e le scelte fatte a tavolino, e si perché oggi non si fa più campagna elettorale portando avanti progetti e soluzioni, ma portando avanti personaggi in cerca d’autore che hanno pacchetti di voti, ma che significa avere pacchetti di voti? Oggi che da alcuni anni mi affaccio nei contesti politici riuscendo ancora a discernere da quello che potrebbe essere un’elezione facile, continuo a scegliere la politica fatta di ideologie e progetti e non quella fatta di interessi personali. Quindi mi chiedo dov’è andata a finire la politica a Mazara? Dove sono finiti i valori? Ma soprattutto dove sono finiti i partiti spesso nascosti in liste civiche? E se per primi loro tradiscono quei valori di partito, soprattutto fatta da nomi autorevoli che hanno fatto la storia della politica italiana, come fanno i nuovi esponenti a rappresentarne quelle identità che loro stessi hanno cancellato?
Tutto cade in un nuovo modo di vedere la politica, che sicuramente non fa parte di scelte serie e responsabili e che oggi portano al più grande astensionismo al voto. E mentre i partiti pensano di essere eletti in una maggioranza, io di maggioranza non vedo più nulla, perché basta analizzare le percentuali dei votanti che vanno a votare per capire che quei voti sono la divisione di piccoli contesti creati ormai dai detentori dei così detti pacchetti. Ecco che oggi abbiamo di nuovo bisogno che la politica si occupi del territorio e no dei detentori di voti. Altrimenti possiamo dire che la Democrazia è finita perché la gente non va a votare in quanto non si identifica più in partiti privati di ogni valore ideologico e istituzionale.
Pensare che il popolo non ha nessun pensiero ha creato un modo di politica che uccide i territori e ciò è dimostrato soprattutto da questa città che ormai ha privato le elezioni di ogni valore politico. Questa politica avvantaggia ancora una volta il singolo, e non una squadra di lavoro pronta ad un progetto per la città, dove i problemi da risolvere rimangono irrisolti e dove ci si rassegna alle prossime promesse elettorali, dove i consigli comunali sono fini a sé stessi, e dove l’obiettivo diventa la scalata elettorale personale. Allora ecco dove la politica perde valore quello stesso valore per cui Socrate ne eccelle il significato mettendola tra le arti più autorevoli e importanti per la vita di un’amministrazione.
Oggi anche in questa città si assiste al nascondersi dietro ad una lista civica per mascherare la vera provenienza ideologica o per nascondere spesso che dietro non c’è nessuna ideologia politica, come si può ancora accettare tutto questo? Quando la città piange un mancato dragaggio che ha messo in ginocchio la pesca, una delle principali economie della città, ha messo in ginocchio la meritocrazia di menti che hanno preferito andare a vivere fuori da questa terra, ha messo in ginocchio il decoro urbano dato che non avendo una squadra affine non si crea una leadership ma una divisione lavorativa quasi di comando e no di confronto, si perdono pezzi perché si avvantaggia sempre il lavoro del singolo e no della collettività, ecco cosa succede quando si cerca di tingersi di mille colori, si perde la possibilità di lavorare in un contesto di squadra e si preferisce solo ciò che porta la propria persona a traguardi personali e no per il bene comune.
Allora mi chiedo ancora una volta dove sia finita la vera Politica quella con la P maiuscola, quella che differenzia ancora una Destra da una Sinistra, quella che ha ancora colori ben definiti in contesti ancora colmi di ideologie, quella che cerca le persone per il loro valore e no per il loro pacchetto di voti, perché la politica è fatta dall’insieme di tanti interessi volti al collettivo e non al singolo, ecco perché ascoltando tante persone so che nel cuor loro hanno bisogno di nuovo della Politica come quella identificata dai più grandi pensatori, perché la gente è stanca di elemosinare un diritto riconoscendo il proprio dovere da cittadini, e che finalmente la Politica possa essere liberata dai detentori di voti ma che possa abbracciare i detentori di idee e di progetti per lo sviluppo di una città.
Adriana Cavasino


























