In relazione all’intervista che il sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, ha rilasciato alla testata giornalistica primapaginamazara.it, abbiamo raccolto le sue dichiarazioni in merito alle varie criticità in cui riversa la città: “Non sono soddisfatto del decoro e della pulizia della città, quest’anno, interverrò personalmente attuando dei correttivi che discuterò personalmente con gli uffici di competenza”.
Così il sindaco di Mazara del Vallo parla di come Mazara che si presenta con un centro storico accogliente, servizi presenti sempre in centro, ma un servizio di pulizia della città in sofferenza, una periferia in totale abbandono a causa della mancanza di fondi, il sindaco rimanda tutto al prossimo anno, quando i cittadini che non pagano i tributi si adegueranno.
Il sindaco parla chiaro il vero problema sono i tributi, che in questa città non vengono pagati. Inoltre si spiega che il debito di 20milioni di euro, è una situazione comune a moltissime città della provincia di Trapani, ma di tutta la Sicilia. Ma il sindaco e il vicesindaco a riguardo rassicurano parlando di entrate pari a circa 200milioni di euro nelle casse della città.
Il vero problema si ritrova anche nel modo in cui si fanno le campagne elettorali, dove la gente si affida alla speranza degli abili pifferai magici, di presentare una città, che poi non arriva mai, basterebbe davvero poco per uno sviluppo virtuoso delle città siciliane, inclusa Mazara del Vallo, senza ricerca di grandi opere che non servono.
La città di Mazara del Vallo, va rispolverata della propria identità storica e culturale, non serve altro, ogni cittadino potrebbe diventare imprenditore di sé stesso, con attività di ristorazione, di locazione, di manutenzione, di arte, di commercio di prodotti tipici, alimentari o di altro, basterebbe che l’amministrazione si occupasse della bonifica di tutta la città, della cura del verde pubblico, della pulizia delle strade e della manutenzione dei servizi, sia cittadini che di collegamento con le città vicine, una vera rete di città virtuose.
Ma qui il sindaco parla chiaro a breve partirà un nuovo servizio di raccolta, una vera evoluzione per quanto riguarda i rifiuti, si aspetta una nuova e più efficiente gestione da parte del CONAI, si aspetta anche una vera riqualificazione e bonifica di via Potenza, con parchi e campetti di mini basket, in attesa rimandiamo tutto a settembre o a data da definirsi. Così il sindaco rassicura i propri cittadini.
Il sindaco parla anche di affidamenti a terzi, per una gestione di diversi piani di sviluppo cittadino. Noi siciliani gli affidamenti ai terzi li conosciamo, perché la Sicilia, riversa in questo stato da quando l’affidamento di qualsiasi cosa pubblica è affidato a privati, in un vero circolo vizioso di favoritismi che fanno sì che la Sicilia, si ritrovi tra le ultime regioni d’Italia, e che portano ancora i riflettori alla Regione Sicilia negli ultimi scandali di affidamenti di denaro pubblico.
Non può esserci una Sicilia, che paghi le stesse imposte del nord, perché non abbiamo gli stessi redditi pro-capite, bisogna invece davvero capire come poter ottenere un massimo incasso, e scendere le imposte in modo tale da far pagare il cento per cento della popolazione, solo allora poter stabilire un piano di rendicontazione, per stabilire i giusti importi distribuiti in maniera equa, ma se non si stabilisce un piano in modo tale che paghino tutti anche con una cifra bassa iniziale che permetta di mettere in rete il conteggio di tutti i cittadini, non si può parlare di futuro economico nelle casse comunali, che si ritrovano a indebitarsi in maniera spropositata.
Mazara del Vallo rimane sempre una città a rischio default, è stata brava solo a chiudere i bilanci ogni mese, ma quei bilanci sono sempre in negativo, non possono essere diversamente, perché come ha detto il sindaco, il trenta percento della popolazione paga i tributi, il restante settanta percento ancora si deve adeguare e i soldi che arrivano non possono essere utilizzati per pagare le ditte di fornitori di altri servizi, perché sono stati destinati e stanziati per grandi opere nella progettazione degli anni avvenire di questa amministrazione.
La soluzione semplicistica di alcuni comuni di dare in affidamento la propria città alle multinazionali energetiche porterà esclusivamente ad ulteriore impoverimento, perché tali aziende non faranno altro che i propri interessi non garantendo alcun vantaggio per i cittadini, ma al massimo per opere spesso non utili allo sviluppo territoriale.
Ma la corsa alle grandi opere, e a nuovi fondi per svolgere i lavori, sono sempre disponibili, anche se le opere poi vengono abbandonate, quasi per ricercare nuovi fondi per la riqualificazione di quelle opere, cosi il mercato agroalimentare, dovrà diventare un nuovo miraggio, perché si aspettano nuovi fondi da parte del FEAMPA, per la riqualificazione a mercato ittico. Un mercato agroalimentare può essere anche ittico, e avere anzi più servizi, e coprire più settori, soprattutto quando comparti importanti economici aspettano da anni un’evoluzione agroalimentare che non arriva mai.
Ecco perché non possiamo essere competitivi ai mercati mondiali perché in totale assenza di collaborazione con le istituzioni, le piccole e medie aziende, di cui si alimenta l’intero territorio regionale, vengono private di servizi che gli permetterebbero di avere costi inferiori e soprattutto luoghi più adatti allo smistamento.
Adriana Cavasino



















