Abbiamo ricevuto in redazione la lettera della Famiglia Ingargiola in merito al decesso di Giuseppe Ingargiola. Ecco come sono andati veramente i fatti…. Riceviamo e pubblichiamo integralmente quanto segue…
Sono Marina Ingargiola, sorella di Giuseppe Ingargiola ragazzo deceduto il 18 aprile presso l’ospedale Abele Aiello di Mazara del Vallo. Oltre al dolore immenso per la perdita, mi trovo profondamente turbata da alcune informazioni diffuse che non corrispondono alla realtà dei fatti. Con questa lettera aperta, desidero chiarire alcuni punti, non per alimentare polemica, ma bensì per rispetto alla memoria di mio fratello e allo scopo di fare emergere la verità.
1) Mio fratello è stato operato di tumore alla mandibola l’11 Marzo 2026 presso l’istituto Nazionale Tumori di Milano; dalla documentazione medica, (esame istologico) risultava guarito dal tumore e si trovava in fase di recupero.
2) Non è mai stato in cura presso Humanitas ma bensì presso l’istituto Nazionale Tumori dove il 15 Aprile era stato fissato un semplice controllo post operatorio.
3) Da quanto letto su alcune testate, si afferma che l’emorragia provenisse dal cavo orale e mi chiedo su quali informazioni si basa tale conclusione in quanto, presso l’ospedale Civico di Palermo, durante una visita otorinolaringoiatria, era stato affermato che non vi erano perdite. Prova ne è che mio fratello il Venerdì 17 era stato dimesso.
4) Il 18 ovvero il Sabato succede l’impensabile, tutto sembrava nella norma, Giuseppe sta bene e festeggia il pranzo con tutti noi. Ma improvvisamente la situazione precipita. Intorno alle ore 15, dopo un colpo di tosse, Giuseppe inizia di nuovo a vomitare sangue. Chiamiamo i soccorsi e lo riportano al pronto soccorso di Mazara del Vallo. Passano 8 lunghe ore, dove noi chiedevamo aggiornamenti e se si potesse fare una tac per valutare la fonte dell’ emorragia. Malgrado le rassicurazioni non vi è stata nessuna iniziativa dal personale medico. La tac promessa non è mai stata fatta.
5) Solo alle 18.30 circa iniziano a fare una trasfusione e se prima era in sala rossa viene spostato a quella verde (notizia data da mio fratello che ci avverte con un messaggio) quindi per noi famigliari la situazione è migliorata. Sono le 23 circa è un sanitario con una telefonata ci avverte del decesso di mio fratello. Come famiglia siamo addolorati e chiediamo chiarezza su quanto accaduto. Mio fratello non è un caso “mediatico” era una persona, padre di tre figli e merita rispetto. Purtroppo niente e nessuno ce lo restituirà ma per mio fratello e per tutti quelli che come lui sono stati vittime dell’approssimazione e del pressappochismo di questa sanità vergognosa, pretendo che sia fatta giustizia. Confido in un riscontro trasparente.
(Nella foto: da sinistra Giuseppe Ingargiola, Rosa Marina Ingargiola e Simone Ingargiola)
Distinti saluti, Famiglia Ingargiola
























