Riceviamo e pubblichiamo integralmente la seguente lettera con foto, pervenutaci in redazione…
Sono tornato a Mazara dopo oltre vent’anni trascorsi a Torino, dove ho avuto la fortuna di crescere professionalmente come architetto e imprenditore. Ho viaggiato molto, lavorato in contesti internazionali, ma nel cuore ho sempre portato la mia città.
Per questo ho deciso di rientrare, e di investire in un progetto turistico e culturale che potesse contribuire a valorizzare davvero il nostro territorio. Con entusiasmo e determinazione, ho avviato la Sun Tower, una struttura ricettiva pensata per accogliere viaggiatori in cerca di autenticità, bellezza e mare pulito.
Ho scommesso su Mazara perché ci credo.
Ma oggi, con rammarico, sento il bisogno di condividere una riflessione – e un appello.
In questi mesi, camminando per le strade della città, quello che vedo mi lascia spesso sconfortato: incuria, sporcizia, abbandono, mancanza di rispetto per gli spazi pubblici. È triste ammetterlo, ma questa non è l’immagine che Mazara merita, né quella che possiamo permetterci di offrire a chi arriva da fuori.
Il degrado urbano non è solo una questione estetica. È un segnale di mancanza di attenzione, di gestione inefficace, di assenza di responsabilità condivisa.
Un turista che vede un centro sporco e trascurato difficilmente tornerà. E un giovane che cresce in un ambiente degradato difficilmente imparerà ad amarlo e rispettarlo.
Come professionista, ho messo a disposizione il mio impegno anche in ambito pubblico: ho progettato il nuovo mercato ittico sul Lungomare Ducezio, un’opera fondamentale per la città e per il rilancio della sua identità marinara.
Eppure, a oltre un anno e mezzo dal termine dei lavori, l’edificio è ancora chiuso, incompleto e inutilizzato.
Un paradosso intollerabile, che testimonia quanto spesso manchi non solo la progettualità, ma anche il coraggio di completare ciò che si è iniziato.
Io non voglio rinunciare alla speranza.
Mazara ha potenzialità straordinarie, che vanno però curate, sostenute, protette.
Per questo mi rivolgo sia all’amministrazione comunale, che ha il dovere di garantire una gestione più attenta, sia ai cittadini, che possono e devono fare la propria parte.
Una città non cambia se non c’è un senso di comunità, se non c’è educazione, se non c’è rispetto.
Questa lettera non è una denuncia, ma un invito;
A rimettere Mazara al centro. A rimboccarsi le maniche.
A fare sistema, tra istituzioni, cittadini e operatori economici.
Solo così possiamo risollevare davvero il volto – e il futuro – della nostra città.
Vincenzo Bruno (geometra, architetto, imprenditore)
























