Riceviamo e pubblichiamo l’ennesima segnalazione dei cittadini…
Oltre un anno di attesa, di segnalazioni e di preoccupazioni. Oltre un anno durante il quale le lanterne semaforiche dell’incrocio tra via Val Demone, via Dei Vespri, viale Jugoslavia, viale Albania e via Val di Noto sono rimaste spente, trasformando uno dei nodi viari più trafficati della città in un punto critico per la sicurezza stradale.
Una situazione che appare ormai inspiegabile e che continua a suscitare indignazione tra residenti, automobilisti e pedoni. Giorno dopo giorno, chi attraversa quell’incrocio è costretto ad affidarsi esclusivamente alla prudenza e al buon senso, in assenza di un sistema di regolazione del traffico che dovrebbe garantire ordine e sicurezza.
Ciò che colpisce maggiormente non è soltanto il protrarsi del guasto, ma anche il silenzio istituzionale che accompagna questa vicenda. Nessuna comunicazione ufficiale, nessuna spiegazione pubblica sulle cause del mancato funzionamento degli impianti, nessuna indicazione sui tempi necessari per il loro ripristino. Un vuoto informativo che alimenta inevitabilmente sfiducia e malcontento.
Nel frattempo il rischio aumenta. A pagare il prezzo più alto potrebbero essere soprattutto i soggetti più vulnerabili: pedoni, anziani, bambini e ciclisti. Basta un attimo di distrazione, una precedenza non rispettata o una manovra errata per trasformare una situazione di ordinaria criticità in una tragedia.
La sicurezza stradale non può essere considerata una questione secondaria né rinviata all’infinito. Quando un impianto semaforico resta fuori servizio per oltre dodici mesi, il problema non è più tecnico ma diventa amministrativo e politico. I cittadini hanno il diritto di conoscere le ragioni di tale disservizio e di sapere quali iniziative siano state adottate per risolverlo.
La domanda che molti si pongono è tanto semplice quanto legittima: perché nessuno è ancora intervenuto in maniera definitiva? E, soprattutto, chi risponderà nel caso in cui si verifichi un incidente grave in un incrocio da tempo segnalato come pericoloso?
Mazara non può permettersi di attendere oltre. La sicurezza dei cittadini dovrebbe rappresentare una priorità assoluta e non una questione da affrontare solo dopo l’ennesima emergenza. Ogni giorno trascorso senza una soluzione concreta è un giorno in cui il rischio continua a crescere e la fiducia nelle istituzioni continua a diminuire.
Avv. Antonino Asaro























