Mentre in Sicilia iniziano a rincorrersi indiscrezioni e ipotesi su possibili elezioni regionali anticipate, e qualcuno sembra già impegnato a conquistare visibilità in vista della prossima corsa per l’Assemblea Regionale Siciliana, a Mazara del Vallo il clima politico appare ben diverso. Più che entusiasmo e programmazione, si percepisce ancora la necessità di ricomporre un quadro politico frammentato dalle recenti vicende amministrative.
Il centrodestra mazarese continua infatti a mostrare segnali di divisione che rischiano di pesare anche sui prossimi appuntamenti elettorali. Le amministrative hanno lasciato strascichi politici e personali che sembrano non essere stati ancora completamente superati. Eppure, il tempo della riflessione sta per terminare, perché le regionali richiedono una visione diversa e una capacità di fare squadra che fino ad oggi è mancata.
Il rischio è quello già vissuto in passato: assistere a una dispersione di consensi che finisce per indebolire il peso politico della città. Quando il centrodestra si presenta diviso, a perdere non sono soltanto i partiti o i singoli candidati, ma l’intera comunità che vede ridursi le possibilità di esprimere una rappresentanza forte nelle istituzioni regionali.
Le elezioni regionali non si vincono con le iniziative personali né con la ricerca di visibilità individuale. Si vincono costruendo consenso attorno a un progetto condiviso e a una candidatura che sappia rappresentare davvero un territorio. Oggi, invece, il rischio è che le diverse anime del centrodestra continuino a muoversi in ordine sparso, alimentando una competizione interna che potrebbe rivelarsi controproducente.
Mazara del Vallo ha tutte le potenzialità per esprimere una figura autorevole capace di rappresentare il territorio all’Ars. Ha una storia politica importante, una comunità dinamica e un ruolo strategico all’interno della provincia di Trapani. Tuttavia, nessuna candidatura potrà essere realmente competitiva se non sarà sostenuta da una coalizione unita e determinata.
La lezione dovrebbe essere ormai chiara: senza unità, i numeri si riducono, i voti si disperdono e le possibilità di eleggere un rappresentante diventano sempre più remote. In uno scenario politico dove altri territori si stanno già organizzando per conquistare seggi e rappresentanza, Mazara non può permettersi il lusso delle divisioni.
Se il centrodestra vuole tornare protagonista, deve comprendere che la sfida non è stabilire chi debba guidare il gruppo, ma costruire le condizioni per essere competitivo. Solo attraverso una vera ricomposizione politica sarà possibile ambire all’elezione di un rappresentante mazarese e garantire alla città il peso istituzionale che merita.
Diversamente, il rischio è quello di assistere ancora una volta a una corsa frammentata, con candidati impegnati più a contendersi lo stesso elettorato che a conquistare nuovi consensi. E quando accade questo, il risultato è quasi sempre lo stesso: Mazara perde un’occasione e altri territori ne approfittano.
Adriana Cavasino























