Che fine farà il mercato ittico del Porto Nuovo? E che fine ha fatto il progetto del mercato ittico di piazzetta dello Scalo, che doveva diventare la nuova vetrina del pescato mazarese? Sono interrogativi che oggi ci poniamo come cittadini, ma soprattutto come comunità che vive di mare e che dovrebbe vedere nella propria marineria una risorsa economica da tutelare e valorizzare.
A Mazara del Vallo sembra che alcune opportunità rimangano sospese tra annunci, progetti, finanziamenti e promesse. Eppure parliamo di strutture strategiche, sulle quali sono state investite risorse pubbliche importanti e che potrebbero rappresentare un’occasione concreta per rilanciare il comparto della pesca e dare nuove prospettive agli operatori del settore.
Partiamo dal mercato agroalimentare del Porto Nuovo, una struttura che, secondo le ricostruzioni pubblicate dalla stampa locale, è costata oltre 10 milioni di euro e che avrebbe potuto diventare un importante centro di commercializzazione, smistamento e valorizzazione dei prodotti ittici e agroalimentari. Una struttura dotata di caratteristiche tecnologiche e spazi che avrebbero consentito di realizzare un vero polo commerciale, anche grazie alla posizione strategica in prossimità del porto.
E invece, dopo anni di utilizzi provvisori, tra parcheggio del trenino turistico, attività occasionali e persino deposito per altri servizi, arriviamo alla notte del 22 luglio 2021, quando un incendio distrusse il trenino elettrico custodito all’interno dei locali, provocando danni anche alla struttura. Successivamente, a seguito delle perizie e del contenzioso assicurativo, il Comune ha ricevuto un risarcimento di circa 740 mila euro.
Ma la domanda è inevitabile: che fine hanno fatto il ripristino e la riqualificazione di quell’area? Perché una struttura di tale valore continua a non esprimere le potenzialità per cui era stata realizzata? E soprattutto, quali interventi sono stati effettivamente programmati utilizzando le risorse del risarcimento assicurativo?
Non si tratta soltanto di recuperare un immobile, ma di restituire una funzione economica a un’area che potrebbe diventare un punto di riferimento per la filiera agroalimentare e ittica, con spazi dedicati alla commercializzazione, alla logistica e allo smistamento del prodotto.
Poi c’è la vicenda di piazzetta dello Scalo, dove il progetto del nuovo mercato ittico all’ingrosso e al dettaglio avrebbe dovuto rappresentare una seconda opportunità: una vera vetrina del pesce locale, capace di valorizzare anche le pescherie già esistenti, offrendo un luogo moderno, organizzato e aperto alla cittadinanza e ai visitatori.
Anche qui, però, i numeri sono importanti. La riqualificazione infrastrutturale è stata finanziata con circa un milione di euro attraverso fondi del Ministero dell’Agricoltura nell’ambito della misura FEAMP 1.43. A queste risorse si sono aggiunti 229.488,10 euro di finanziamento regionale per il completamento della struttura, compreso l’impianto fotovoltaico, e altri 150 mila euro del GAL Pesca Trapanese per arredi e attrezzature.
Parliamo dunque di risorse pubbliche che, considerando gli stanziamenti annunciati, superano complessivamente 1,37 milioni di euro, senza contare eventuali ulteriori costi e somme da verificare nei rendiconti definitivi.
E a che punto siamo con l’affidamento?
Un primo chiarimento è necessario: il 2 ottobre 2026 il Comune ha pubblicato un avviso di manifestazione d’interesse per individuare operatori economici interessati alla gestione della struttura. Ma non si tratta ancora dell’affidamento definitivo. È una consultazione preliminare, finalizzata a raccogliere proposte e verificare l’interesse degli operatori, in vista di una successiva procedura di concessione. Il termine indicato per presentare le manifestazioni d’interesse è il 15 dicembre 2026. E le dichiarazioni degli stessi commercianti intervistati di recente, hanno messo in evidenza il voler rimanere nella piazzetta dello Scalo in quanto ancor oggi quei luoghi sono testimonianza di storia di una Mazara del Vallo dedita alla pesca, una vera boutique del pesce, per come l’aveva definita l’attuale sindaco, ma ancora chiusa alla possibilità di farne il vero fulcro della vendita al dettaglio.
Dunque, anche su questo fronte, bisognerà capire quali saranno i tempi effettivi per arrivare alla gestione e soprattutto all’apertura del mercato.
Ed è proprio qui che chiediamo all’Amministrazione comunale di passare dagli annunci ai fatti. Perché non basta presentare finanziamenti, illustrare progetti e promettere aperture entro l’anno: occorre garantire che queste strutture entrino realmente in funzione e producano opportunità per chi lavora quotidianamente nel comparto della pesca.
Ci chiediamo anche quale sia la visione complessiva dell’Amministrazione per queste due aree. Perché non immaginare una strategia integrata? Da una parte il Porto Nuovo, con una funzione di polo agroalimentare, logistico e di smistamento; dall’altra piazzetta dello Scalo, come centro di commercializzazione, vendita al dettaglio, promozione e valorizzazione del pescato locale.
Due strutture, due funzioni potenzialmente complementari, un’unica filiera da rafforzare.
Mazara del Vallo non può continuare a vivere di promesse legate alle campagne elettorali, mentre i suoi operatori aspettano risposte e opportunità concrete. La pesca non è soltanto una tradizione da evocare nei discorsi pubblici: è lavoro, economia, famiglie, imprese e identità di un’intera città.
Per questo rivolgiamo all’Amministrazione domande precise: quando verrà ripristinato e restituito alla sua funzione il mercato agroalimentare del Porto Nuovo? Come sono state impiegate le somme ricevute dall’assicurazione? Qual è lo stato effettivo dei lavori e quali sono i tempi previsti? Per piazzetta dello Scalo, quante manifestazioni d’interesse sono arrivate e quando si prevede di concludere la procedura di affidamento e avviare le attività?
Sono domande che meritano risposte pubbliche, documentate e soprattutto accompagnate da scadenze verificabili.
I lavoratori mazaresi non chiedono nuove promesse, ma la possibilità di utilizzare strutture che potrebbero finalmente diventare strumenti di crescita e riscatto economico per il territorio.
Perché una città di mare come Mazara del Vallo non dovrebbe mai ritrovarsi con i propri mercati chiusi, mentre il suo pescato continua a rappresentare una delle sue maggiori ricchezze.
Adriana Cavasino
























