Le marinerie italiane si confermano ancora una volta presidio di responsabilità sociale, solidarietà e vicinanza ai popoli colpiti dalla guerra. È questo il messaggio emerso dal servizio andato in onda ieri sera al Tg1, dedicato all’iniziativa promossa dal Ministero della Protezione Civile e del Mare in collaborazione con Federpesca, finalizzata alla raccolta e alla donazione di reti da pesca destinate all’Ucraina.
Grazie alla collaborazione di armatori e pescatori provenienti da diverse regioni italiane, sono già state inviate a Kiev 30 tonnellate di reti da pesca nell’ambito del Meccanismo di Protezione Civile dell’Unione Europea. Ulteriori 30 tonnellate sono state raccolte in questi giorni nelle marinerie di Mazara del Vallo, Fiumicino e Civitavecchia.
Le reti vengono oggi utilizzate dalla popolazione ucraina per coprire strade, edifici e infrastrutture sensibili, contribuendo a limitare gli effetti degli attacchi dei droni russi. Strumenti nati per il lavoro quotidiano del mare assumono così una nuova funzione: proteggere vite umane e supportare concretamente territori segnati dal conflitto.
L’iniziativa rappresenta un esempio significativo di cooperazione civile e solidarietà internazionale, evidenziando il ruolo strategico e umano del comparto ittico italiano anche nelle emergenze globali.
Particolarmente rilevante il contributo della marineria di Mazara del Vallo, storica comunità marinara del Mediterraneo che continua a distinguersi per professionalità, spirito di sacrificio e forte senso di appartenenza. Una realtà alla quale mi lega un sentimento profondo di stima e rispetto, capace ancora una volta di dimostrare grande sensibilità umana oltre che straordinaria competenza professionale.
Nel corso del servizio è intervenuto Santino Adamo Vice Presidente Federpesca, che ha dichiarato:
“Ringraziamo l’impegno e la disponibilità degli armatori, che hanno contribuito volenterosi a questa iniziativa promossa dal Ministero per la donazione all’Ucraina. Come marinerie italiane abbiamo voluto dare un contributo concreto a una causa importante, con la speranza che questo gesto possa essere utile e che la guerra possa finire al più presto”.
Dietro questa iniziativa vi sono uomini e donne del mare che hanno scelto di trasformare strumenti di lavoro in strumenti di protezione, dimostrando come il settore della pesca italiana sappia esprimere non soltanto valore economico e produttivo, ma anche umanità, responsabilità e capacità concreta di supportare le popolazioni colpite dalle crisi internazionali.
Le reti partite dalle marinerie italiane diventano così simbolo di una solidarietà autentica che attraversa il Mediterraneo e arriva fino ai territori segnati dalla guerra, portando con sé un messaggio forte di vicinanza, protezione e speranza di pace.
Piero Campisi























