I disagi continuano a colpire il porto canale di Mazara del Vallo, messo a dura prova dall’ondata di maltempo che nelle ultime settimane ha investito la Sicilia con cicloni, forti raffiche di vento e piogge incessanti. Le condizioni meteo avverse hanno provocato lo spostamento di ingenti quantità di detriti lungo il canale del fiume Mazaro, con accumuli anche nei tratti navigabili.
Proprio oggi si è verificato un nuovo episodio emblematico: un motopesca è rimasto arenato a causa dei bassi fondali e dell’accumulo di materiale trasportato dalla corrente, come si evince anche dalla foto (scattata da noi) che documenta l’accaduto. Un fatto che riaccende con forza i riflettori su una problematica che da anni attende una soluzione definitiva.
Un episodio che riporta al centro del dibattito cittadino l’annosa questione del dragaggio del porto, una vicenda che da tempo si trascina tra promesse elettorali, fondi stanziati e mai pienamente utilizzati, perizie tecniche e interventi avviati ma non completati. Un problema strutturale che incide pesantemente sulla sicurezza della navigazione e sull’operatività di uno dei comparti economici più importanti del territorio.
Il porto canale rappresenta infatti il cuore pulsante dell’economia mazarese, con un settore della pesca tra i più rilevanti d’Italia e un indotto che comprende cantieristica, servizi portuali e attività commerciali collegate. L’accumulo di sabbia e detriti riduce i fondali, rende difficoltose le manovre e aumenta il rischio di incidenti, come dimostra l’arenamento avvenuto nella giornata odierna.
La questione del dragaggio è da tempo al centro del confronto tra il Comune e la Regione Siciliana. In una recente intervista rilasciata a ViviMazara, il sindaco Salvatore Quinci ha parlato apertamente di criticità nei rapporti tra la ditta che ha eseguito i lavori e la Regione, lasciando intendere che, in assenza di risposte concrete, il Comune potrebbe valutare azioni legali per sbloccare la situazione.
Parole che testimoniano un clima di tensione istituzionale, mentre la marineria e gli operatori del settore chiedono certezze e interventi rapidi. Per molti imprenditori locali, il protrarsi di questa situazione sta mettendo in ginocchio un’intera economia marittima, già provata dall’aumento dei costi e dalle difficoltà del comparto pesca a livello nazionale.
Ma non c’è solo l’aspetto economico. Il porto canale è anche il biglietto da visita di una città che punta sul turismo e sulla valorizzazione del proprio patrimonio storico e culturale. Un’infrastruttura in condizioni critiche rischia di compromettere l’immagine stessa di Mazara del Vallo, scoraggiando investimenti e presenze.
La comunità mazarese, intanto, attende risposte. Il maltempo ha aggravato una situazione preesistente, ma non ne è la causa originaria. Senza un piano di dragaggio strutturale, finanziato e portato a termine nei tempi previsti, ogni nuova perturbazione rischia di trasformarsi nell’ennesima emergenza.
E mentre le polemiche politiche proseguono, tra rimpalli di responsabilità e annunci di possibili azioni legali, pescatori e operatori portuali chiedono una sola cosa: fatti concreti. Perché il futuro del porto canale non è soltanto una questione tecnica, ma il destino economico e sociale di un’intera comunità.
Adriana Cavasino




















