Le dimissioni annunciate del vicesindaco in vista delle Regionali potrebbero aprire una nuova fase politica a Mazara del Vallo. Tra nomi, alleanze e possibili nuovi ingressi, la domanda è una sola: si lavorerà per la città o per gli equilibri elettorali?
Le parole del vicesindaco di Mazara del Vallo, Billardello, non sono passate inosservate. L’annuncio delle prossime dimissioni dalla carica di vicesindaco e assessore per candidarsi alle elezioni regionali apre inevitabilmente una nuova fase politica per l’amministrazione comunale e alimenta interrogativi sugli assetti futuri della Giunta.
«Da Palermo continuerò ad occuparmi con maggiore forza della mia città», dichiara Billardello, indicando tra le priorità i rifiuti, la sanità, l’acqua e le strade. Temi importanti, senza dubbio, che da anni rappresentano questioni centrali per Mazara del Vallo e per l’intero territorio provinciale.
La candidatura regionale, dunque, viene presentata come un’opportunità per incidere maggiormente sulle problematiche locali. Ma, mentre si guarda a Palermo, a Mazara si apre inevitabilmente un’altra partita: quella degli equilibri politici e della composizione della futura squadra di governo cittadina. Rimpasto in vista: chi entrerà e chi dovrà fare un passo indietro?
Le dimissioni di Billardello potrebbero rappresentare l’occasione per il sindaco di ridisegnare gli assetti della Giunta, tenendo conto delle alleanze politiche, dei rapporti di forza e delle prospettive elettorali.
Al momento non ci sono nomine ufficiali da dare per certe, ma nel dibattito politico cittadino si possono delineare alcune ipotesi.
Tra i nomi che potrebbero trovare spazio nei nuovi equilibri c’è quello di Pietro Marino, la cui eventuale partecipazione alla squadra amministrativa resta da verificare.
Un altro elemento da osservare riguarda il rapporto con Sud Chiama Nord e con Cateno De Luca. Se l’intesa politica dovesse tradursi in una presenza diretta nell’esecutivo comunale, potrebbe aprirsi uno spazio per un rappresentante del movimento. In questo scenario, anche Matteo Bommarito potrebbe essere coinvolto nelle valutazioni relative ai nuovi assetti, fermo restando che non risultano conferme ufficiali su eventuali cambiamenti.
Da non sottovalutare, inoltre, il ruolo della formazione politica Forza dei Fatti, riconducibile a Francesco Foggia. Anche in questo caso, un eventuale ingresso o una diversa rappresentanza in Giunta dipenderanno dalle scelte del sindaco e dagli accordi che matureranno nelle prossime settimane.
La domanda, quindi, è inevitabile: chi sarà chiamato a entrare, chi verrà confermato e chi potrebbe essere spostato per garantire nuovi equilibri politici?
Il sindaco avrà il compito di valutare come comporre una squadra che possa mantenere la propria stabilità amministrativa, senza trascurare le dinamiche politiche che accompagnano l’avvicinamento alle elezioni regionali.
E proprio qui si apre il nodo più delicato: quanto peseranno le esigenze amministrative e quanto, invece, le strategie elettorali? La politica dei numeri e il rischio di allontanarsi dai cittadini.
In una fase in cui si comincia a guardare alle Regionali, ogni movimento può assumere un significato politico più ampio. Un assessorato, un nuovo ingresso o una diversa distribuzione delle deleghe possono diventare elementi determinanti nella costruzione di alleanze e nella ricerca di consenso.
Naturalmente, ogni amministrazione ha il diritto di riorganizzarsi e ogni forza politica può legittimamente costruire il proprio percorso elettorale. Ma il problema nasce quando la percezione diffusa diventa quella di una politica impegnata soprattutto a distribuire incarichi, sistemare equilibri e preparare candidature, anziché a risolvere i problemi quotidiani delle persone.
È proprio questa sensazione che rischia di alimentare un disinteresse sempre più forte verso la politica.
I cittadini di Mazara del Vallo non chiedono soltanto nuovi nomi o nuovi accordi. Chiedono strade sicure, servizi efficienti, risposte sulla gestione dei rifiuti, acqua disponibile e una sanità capace di garantire assistenza adeguata. Chiedono, soprattutto, di essere ascoltati.
La politica dovrebbe nascere nei territori, nei quartieri, nelle piazze, tra le famiglie, i lavoratori, i commercianti e tutti coloro che ogni giorno vivono le difficoltà della città. Non dovrebbe ridursi a una partita giocata a tavolino, dove le persone rischiano di diventare soltanto numeri da contare in vista delle elezioni. La vera sfida sarà dimostrare che al centro c’è la collettività.
La possibile riorganizzazione della Giunta rappresenterà un banco di prova per il sindaco e per l’intera maggioranza. Sarà importante capire se le eventuali scelte saranno orientate a rafforzare l’azione amministrativa oppure se prevarranno le necessità di costruire nuovi equilibri in vista degli appuntamenti elettorali.
La candidatura di Billardello alle Regionali potrà essere valutata dai cittadini sulla base dei programmi, delle competenze, dei risultati ottenuti e della capacità di rappresentare concretamente le esigenze del territorio. Allo stesso modo, le eventuali decisioni sulla Giunta dovranno essere giudicate per la loro utilità per la città, non soltanto per la loro convenienza politica.
Perché una cosa dovrebbe essere chiara a tutti: amministrare non significa semplicemente occupare una poltrona, così come fare politica non dovrebbe significare esclusivamente costruire alleanze e raccogliere voti.
Significa assumersi responsabilità, dare risposte e dimostrare, con i fatti, di mettere l’interesse pubblico davanti a quello personale.
Adesso non resta che attendere le prossime mosse del sindaco e capire quali decisioni matureranno dopo le dimissioni annunciate dal vicesindaco. Le ipotesi sono sul tavolo, i nomi circolano e gli equilibri potrebbero cambiare. Ma, fino a quando non arriveranno conferme ufficiali, ogni scenario resta una previsione.
La vera notizia, tuttavia, non dovrebbe essere soltanto chi entrerà o chi uscirà dalla Giunta. La vera notizia sarebbe vedere una politica capace di tornare in mezzo alla gente, di ascoltarne le necessità e di lavorare per il bene comune.
Mazara del Vallo, la sua provincia e la Sicilia hanno bisogno di una classe politica che sappia guardare oltre le prossime elezioni. Perché quando l’interesse personale prende il sopravvento su quello collettivo, a perdere non è una parte politica, ma l’intera comunità.
E quando i cittadini smettono di credere nella politica, recuperare la loro fiducia diventa la sfida più difficile di tutte.
Adriana Cavasino




















